La ricerca realizzata da Ipsos Doxa per l’Istituto Giuseppe Toniolo sarà presentata il 24 ottobre a Milano durante Parole a Scuola 2026, la giornata dedicata al dialogo tra generazioni sulle sfide educative di oggi, organizzata in collaborazione da Parole O_Stili, Università Cattolica del Sacro Cuore e Istituto G. Toniolo.
Milano, 12 ottobre 2026 – Gli adolescenti italiani utilizzano sempre più spesso l’intelligenza artificiale, ma ne comprendono ancora solo parzialmente il funzionamento. Quasi quattro adolescenti su dieci (il 39,9%) conservano, infatti, almeno una falsa credenza sulla sua natura. Nonostante questo, la maggioranza non invoca divieti: soltanto il 13,5% ne chiederebbe il bando totale.
È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da Ipsos Doxa per l’Istituto Giuseppe Toniolo,che sarà presentata in occasione dell’evento Parole a Scuola, l’appuntamento annuale per affrontare le sfide educative del presente e accompagnare le nuove generazioni, organizzato da Parole O_Stili, Università Cattolica del Sacro Cuore e Istituto G. Toniolo, con il supporto del Gruppo Editoriale La Scuola.
Giunto alla quarta edizione, Parole a Scuola torna il 24 ottobre all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano con una giornata gratuita di formazione e confronto rivolta a insegnanti, educatori, educatrici e genitori. In programma 32 panel e 19 laboratori dedicati alle questioni che attraversano la vita dei ragazzi e il lavoro di chi li accompagna: dall’intelligenza artificiale all’uso degli smartphone, dalle relazioni al rispetto, fino all’orientamento. Il filo conduttore dell’edizione 2026, «Guardo, ascolto, parlo», invita adulti e giovani a ritrovare nel dialogo uno strumento per comprendere esperienze e linguaggi diversi e affrontare insieme le sfide educative. Un confronto che lo scorso anno ha coinvolto oltre 1.300 partecipanti, con 120 speaker e 40 incontri nell’arco di una giornata.
Rosy Russo, fondatrice e presidente di Parole O_Stili, dichiara: “Tornare con Parole a Scuola è ogni anno un’occasione preziosa per interrogarci sulla responsabilità che abbiamo come adulti. Non possiamo accompagnare ragazze e ragazzi nei cambiamenti del loro tempo se non conosciamo i mondi che abitano, i linguaggi che usano, gli strumenti con cui imparano, si informano, costruiscono relazioni e immaginano il futuro. La ricerca sull’intelligenza artificiale dell’Istituto G. Toniolo ci ricorda proprio questo: non basta mettere regole o indicare rischi, serve esserci. Serve entrare in quei mondi con curiosità, competenza e disponibilità al confronto. Solo così possiamo aiutarli a leggere opportunità e pericoli, sviluppare senso critico e fare scelte consapevoli. L’educazione comincia anche dalla capacità degli adulti di non restare fuori.”
Giuseppe Riva, ordinario di Psicologia generale e cognitiva, Psicologia della comunicazione e dei nuovi media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e collaboratore dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, commenta: “Nonostante la maggior parte degli adolescenti utilizzi l’intelligenza artificiale, la ricerca ha mostrato come solo una piccola parte oggi comprenda pienamente che cos’è l’intelligenza artificiale e quale potrà essere l’impatto di questa tecnologia nella vita quotidiana. Per questo la sfida per le famiglie e le strutture educative è quella di accompagnare l’adolescente in un percorso di maggiore comprensione dell’IA”.
I risultati dell’indagine – somministrata tra il 30 luglio e il 10 agosto 2026 a 800 adolescenti italiani tra i 14 e i 18 anni – indicano che l’intelligenza artificiale è ormai parte integrante dell’esperienza quotidiana degli adolescenti.
Intelligenza artificiale: una conoscenza ancora fragile
La ricerca evidenzia lacune significative nella comprensione dell’intelligenza artificiale.
Solo il 54,5% degli intervistati associa correttamente l’IA agli algoritmi che ne determinano il funzionamento, mentre il 45% individua il ruolo dei dati di addestramento. Restano però diffuse convinzioni errate: il 15,7% ritiene che l’IA possieda una comprensione del mondo simile a quella umana, il 13,9% le attribuisce una sorta di coscienza digitale e il 10,5% pensa addirittura che possa esprimere opinioni personali.
Per i giovani servono guide, non divieti
Nonostante queste fragilità conoscitive, gli adolescenti non chiedono un approccio proibizionista. Il 73,5% ritiene che sia corretto utilizzare l’intelligenza artificiale in autonomia già tra i 13 e i 17 anni, mentre solo il 13,3% preferirebbe attendere la maggiore età.Ancora più significativo il dato relativo alle restrizioni: appena il 13,5% vieterebbe sempre e comunque l’uso dell’IA, mentre il 30,1% ne limiterebbe l’utilizzo solo in determinati contesti, come verifiche o compiti scolastici.
Il dato più sorprendente: chi conosce meglio l’IA chiede meno restrizioni
L’aspetto più interessante che emerge dallo studio riguarda il rapporto tra conoscenza e atteggiamenti. L’analisi mostra infatti che gli adolescenti con una comprensione più solida dell’intelligenza artificiale risultano meno propensi a sostenere divieti generalizzati e più favorevoli a percorsi educativi che insegnino un utilizzo corretto e responsabile della tecnologia. In altre parole, all’aumentare della conoscenza diminuisce la paura e cresce la richiesta di educazione digitale.
Scuola e famiglia al centro della sfida educativa
Secondo i ricercatori, il messaggio dei giovani è chiaro: non vogliono eliminare l’intelligenza artificiale dalla loro vita, ma chiedono agli adulti di aiutarli a conoscerla, comprenderla e usarla in modo consapevole.
Alla scuola chiedono soprattutto di:
- imparare a usare correttamente l’IA (34,6%)
- poterla utilizzare come strumento di supporto allo studio (26,5%)
- imparare a valutarne l’affidabilità (24,5%). Solo il 20,6% indica invece il divieto come soluzione.
Anche nei confronti dei genitori prevale la richiesta di accompagnamento:
- il 34,3% vorrebbe essere aiutato a usare l’IA in modo consapevole
- il 29,8% chiede di poter parlare con loro dei rischi e delle opportunità legati a questa tecnologia.
Sono invece pochi i ragazzi che preferirebbero gestire l’IA completamente da soli (7,8%) o che ritengono che i genitori non debbano avere alcun ruolo (8,4%).
La sfida riguarda quindi la scuola, le famiglie e le istituzioni educative, che devono aiutare i ragazzi a sviluppare senso critico e capacità di valutazione, più che limitarsi a imporre regole e divieti.
“La risposta educativa non può essere fondata esclusivamente sul controllo o sul solo controllo delle persone più giovani. La vera priorità diventa accompagnarli nello sviluppo di competenze, senso critico e consapevolezza. Perché, come emerge dalla ricerca, il problema non è la presenza dell’intelligenza artificiale, ma la qualità degli strumenti culturali con cui impariamo a utilizzarla. Qui è dove gli adulti possono davvero fare la differenza” conclude Rosy Russo.
La partecipazione a Parole a Scuola è gratuita e aperta al pubblico. Per iscriversi e consultare il programma completo: https://www.paroleostili.it/eventi/parole-a-scuola-2026/programma
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Parole O_Stili
Parole O_Stili, l’associazione Parole O_Stili è nata a Trieste nell’agosto 2016 con l’obiettivo di responsabilizzare e educare gli utenti della Rete a scegliere forme di comunicazione non ostile. Promuove i valori espressi nel Manifesto della comunicazione non ostile e si rivolge a tutti i cittadini consapevoli del fatto che «virtuale è reale» e che l’ostilità in Rete ha conseguenze concrete, gravi e permanenti nella vita delle persone. Parole O_Stili lavora con le scuole, le università, le imprese, le associazioni e le istituzioni nazionali e territoriali per diffondere le pratiche virtuose della comunicazione in Rete, e per promuovere una consapevolezza diffusa delle responsabilità individuali. Per maggiori informazioni su Parole O_Stili è possibile visitare il sito web: https://paroleostili.it/
Istituto Giuseppe Toniolo
L’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori è l’ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel 2011 l’Istituto ha avviato l’Osservatorio Giovani che, in collaborazione con IPSOS e con l’Università Cattolica e con il sostegno di Fondazione Cariplo, realizza la più ampia indagine rappresentativa disponibile sui giovani italiani, pubblicando annualmente il Rapporto Giovani, edito da Il Mulino.
Università Cattolica del Sacro Cuore
Fondata a Milano il 7 dicembre 1921, l’Università Cattolica del Sacro Cuore è tra i più importanti atenei cattolici d’Europa e del mondo. Si distingue, in Italia, per una reale dimensione nazionale grazie ai suoi cinque campus: Milano, Brescia, Cremona, Piacenza e Roma, dove è presente anche il Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs. Oltre 40mila studenti di dodici facoltà fruiscono di un’offerta formativa composita e multidisciplinare, articolata in 109 corsi di laurea, di cui 31 in lingua inglese e 112 accordi di doppio titolo.
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