“Chi ha il compito di definire le politiche pubbliche che riguardano le giovani generazioni, oltre ai dati statistici deve tener conto del valore fondamentale che è la capacità d’ascolto della voce dei ragazzi”. Sono le parole di Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo, partner dell’ Istituto Toniolo a sostegno del Rapporto Giovani.
L’ INTERVISTA
1) Fondazione Cariplo è da anni schierata al fianco delle nuove generazioni promuovendo e sostenendo molti progetti. Dal vostro osservatorio qual è l’anello mancante nel nostro Paese perché la scommessa sui giovani non rimanga solo sulle carta.
Occorre investire in modo concreto sul loro percorso di crescita e realizzazione professionale: nella cosiddetta «società della conoscenza», il capitale umano presente nel nostro Paese diventa la risorsa più importante per poter rilanciare la competitività economica, creare occupazione e coesione sociale. La nostra Fondazione, consapevole dell’importanza di questo fattore, ha orientato le proprie politiche a supporto dei giovani con l’obiettivo di sviluppare un sistema universitario, sia a livello graduate che post-graduate, incentrato sull’inscindibile legame tra ricerca e sviluppo da un lato e alta formazione d’altro: attraverso un bando dedicato, proprio sul tema Capitale Umano d’Eccellenza, ha sostenuto progetti su un territorio ampio e variegato come la regione Lombardia (e le province di Novara e Verbania), caratterizzato dalla presenza di ben 13 Università con importanti risorse (oltre 15 milioni di euro nel triennio 2009-2011) per il sostegno di circa 50 iniziative finalizzate al miglioramento dei percorsi formativi, all’internazionalizzazione dell’attività didattica, allo sviluppo di percorsi d’eccellenza in grado di aumentare l’employability dei giovani laureandi e laureati.
2) Come possiamo fare a trattenere i nostri giovani validi?
Occorre infatti sviluppare un sistema della ricerca regionale in grado di arginare l’emorragia di ricercatori italiani in fuga all’estero e al tempo stesso di essere attrattivo nei confronti dei talenti stranieri: la Fondazione ha messo a punto un programma noto come “Reclutamento Internazionale” attraverso il quale abbiamo sostenuto iniziative per incrementare e valorizzare le risorse umane operanti nel settore della ricerca, specialmente i giovani, appunto, inserendoli, nelle fasi iniziali della loro carriera, in progetti ad elevato profilo internazionale diretti da autorevoli ricercatori. Con quest’altra iniziativa Fondazione Cariplo ha contribuito a migliorare le condizioni di attrattività del sistema ricerca lombardo dando avvio a progetti di elevato profilo scientifico realizzati da autorevoli ricercatori stranieri che, per due anni, si sono trasferiti in Lombardia per guidare un team di giovani ricercatori italiani. Con questo bando sono stati finanziati (dal 2004 al 2011) 62 progetti, che hanno attratto altrettanti ricercatori stranieri e hanno contribuito alla crescita professionale di oltre 180 giovani ricercatori italiani su tematiche altamente innovative e di frontiera, con un impegno complessivo da parte nostra di oltre 17 milioni di euro.
3) I giovani possono guardare al futuro solo se il Paese ce l’ha…
Il Paese ha bisogno della spinta dei giovani. Noi dobbiamo offrirgli delle opportunità. Sembrano frasi scontate. C’è un obiettivo a cui puntiamo: sviluppare la capacità imprenditoriale nei giovani presenti nelle università e nei centri di ricerca italiani. Fondazione Cariplo ha appositamente creato il primo fondo italiano di venture capital (TTVenture) specializzato nel processo di trasferimento tecnologico, ha promosso la creazione di un Incubatore d’Impresa (Fondazione Filarete) e ha recentemente sviluppato, con la collaborazione autorevole di un partener come Microsoft, un programma formativo che offrirà l’opportunità a oltre 25mila giovani di creare la propria start-up in Italia attraverso una formazione specifica sia su aspetti di creazione d’impresa che sulle tecnologie abilitanti e di frontiera. E anche sul fronte della cultura abbiamo lanciato Funder35. Un’iniziativa a livello nazionale, in collaborazione con altre fondazioni di origine bancaria, per sostenere progetti di giovani che vogliono avviare attività in ambito culturale.
4) Il lavoro è importante, ma la vita è anche altro…
Uno dei grossi problemi dei giovani di oggi è il tema della casa. Abbiamo lanciato diverse iniziative di housing sociale che dimostrano che oggi è possibile per le giovani coppie accedere ad abitazioni dignitose a canone calmierato; con 400 euro al mese si può avere una casa a Milano, ad esempio col progetto “Abitagiovani” dedicato agli under 35; ma le iniziative virtuose funzionano se si riesce a farle diventare un modello che viene esteso e replicato ovunque. E’ quello che sta accadendo proprio con il Piano casa a livello nazionale che è partito dalle esperienze di housing sociale di Fondazione Cariplo.
5) Dal suo osservatorio, quale opportunità rappresentante il Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo per i giovani e per coloro che devono avviare politiche a favore del mondo giovanile?
Lo studio del Toniolo ha un grande valore, sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista simbolico. Per affrontare i problemi, occorre raccogliere con metodo informazioni a riguardo. E’ la logica con cui lavoriamo in Fondazione Cariplo; le decisioni, le strategie vengono sviluppate suffragate da studi, esperienze, dati. E in più, oggi chi ha il compito di definire le politiche pubbliche che riguardano le giovani generazioni, oltre ai dati statistici deve tener conto del valore fondamentale che è la capacità d’ascolto della voce dei ragazzi. Se è vero che i giovani di oggi stanno peggio dei loro coetanei del passato, significa che anche gli anziani di domani staranno inevitabilmente peggio degli anziani di oggi. E così, a catena, le famiglie di domani saranno più fragili. Ci occupiamo di molti problemi, per i quali non faremo mancare il nostro impegno, ma oggi non possiamo non comprendere che se non sosteniamo le giovani generazioni oscuriamo il loro futuro e quello del Paese.
6) A cosa non rinuncerebbe mai come presidente della Fondazione Cariplo?
A vedere tanti giovani, tante donne e tante mamme, lavorare con passione nella nostra Fondazione.


