“Una buona notizia, un problema e un’attesa”. Queste le reazioni di Luigi Bobba – parlamentare uscente del PD e candidato alla Camera in Piemonte – ai dati del Rapporto Giovani sul tema della partecipazione elettorale e del voto nelle nuove generazioni. ”Una buona notizia sta nel fatto che circa il 30% dei giovani si collocano nel centrosinistra, una misura quasi doppia rispetto a quelli che si dichiarano sia di centrodestra sia di centro. Il problema sta in particolare il quel 21% che afferma che non andrà a votare, ma anche nel 25% del campione che, a poco più di venti giorni dal voto, non sa ancora chi indicherà sulla scheda elettorale. Due indicatori di una distanza dalla politica che, a volte, si trasforma in disgusto o semplicemente si esprime come difficoltà a formarsi un orientamento politico chiaro e convinto”.
”L’attesa – e sicuramente questo è il dato più da esplorare – è evidenziata da quel 38,5% di giovani -sottolinea Bobba- che non si riconoscono sull’asse destra/sinistra. Rifiutano di farsi incasellare nelle tradizionali categorie della politica forse per manifestare un disagio che, né i leaders politici, né le loro parole, riescono piu’ ad intercettare. Non di meno hanno ben chiare quali dovrebbero essere le priorità della politica: favorire la crescita e l’innovazione dell’Italia ma anche promuovere equità e giustizia sociale in un Paese troppo segnato dalle disuguaglianze”. ”Crescita ed equità -osserva Bobba- sono le parole piu’ dimenticate in particolare dal governo Berlusconi ma anche molto trascurate dallo stesso Monti. Il rigore dell’ultimo anno ha oscurato qualsiasi barlume di crescita e lasciato nel cassetto, in attesa di tempi migliori, i provvedimenti volti a perseguire una redistribuzione più equa della ricchezza”. ”C’è, infine, un segnale da non trascurare: la voglia di partecipare attraverso la rete o mobilitandosi su obiettivi specifici, non e’ affatto spenta. Solo il 30% esclude la possibilità di partecipare ad azioni di protesta in rete o anche in piazza. Disponibilità confermata anche dal fatto, che dopo la crescita e la riduzione delle disuguaglianze, questi giovani vogliono un’Italia dove i cittadini abbiano maggior potere decisionale. Chi si candida – conclude Luigi Bobba – alle prossime elezioni politiche, non può mancare questo appuntamento con i giovani: anche attraverso il voto può nascere un legame più virtuoso con la politica”.
(AgenParl)


